art curator elizabeth winnel
“i’ve worked in art studios for 20 years and there are moments of half-thoughts, residues and remnants of tools, mediums, and creative actions strewn about, collected on tables, shelves, drawers, and in vessels. the artifacts of artful action can function as histories that chronicle the artist’s studio residence. have you ever examined a used bit of chalk pastel after it has been thoroughly employed in a project? it is caked with other colors, dust, and fingerprints of the artist. there are casts of other colors on the fragment as it was mixed with blues and reds, violets, and greens. medina zabo’s sculptures prompt me to recollect the experience of the studio, of pigments explored and used, of the action and process of the artist and their tools.”
orange book ed.2022, artrepreneur NY
art critic davide silvioli
“[..] concetti di habitat e metamorfosi sono al centro dell’installazione All watched over by machines of loving grace. L’opera consiste in due grandi masse, dotate di un’anima in acciaio, rivestite con un materiale ottenuto da favi d’arnia parassitati, resina e prodotti sintetici. Così lavorato, tale composto costituisce la base dell’habitat dell’insetto della Galleria Mellonella, che si genera spontaneamente da questo materiale. Poiché il ciclo di vita e morte della Galleria Mellonella – che prevede anche la metamorfosi in far-falla – si compie in stretto legame con l’opera, l’insetto, nascendo, abitando, riproducendosi, trasformandosi e alimentandosi nell’installazione stessa, ne determina le caratteristiche della forma, del volume e della superficie.
Il problema ambientale dell’arte contemporanea, in amoroso p., ecologia, (contributi di borgia m., ciardi m., marsciani f., neri l., silvioli d., vinciguerra l.) castelvecchi lit edizioni, 2023
art curator michela becchis
( excerpt ) non sono poche le apparenti materie prime di Medina Zabo, ponendosi davanti alle sue opere, alla connessione tra i materiali che usa, al rapporto che lei determina con gli insetti che abitano o hanno abitato quei materiali, alle argille, ai telai parassitati, alla cera, al fuoco, al colore, a ciò che scrive, ebbene viene fuori che la sua materia prima, anzi il suo primum mobile artistico è il rispetto. È il rispetto per l’opera, per il suo senso, per il colloquio che aprirà con chi guarda e con il contesto per cui è pensata che aziona il suo fare artistico. […] Il viaggio di Zabo verso la /Val di Non/ è stato costruire conoscenza intorno al nucleo compatto del suo lavoro che parte dalla possibilità di proseguire, reinventandolo, un percorso avviato dalla natura e portato da lei a termine, un termine che però l’artista non sempre chiude, riaffidandolo a un altro possibile intervento naturale.”
(excerpt) At first glance, Medina Zabo’s work appears to rest on a wealth of matters. And yet, when one stands before her work, before the weave of materials she chooses, the relationship she creates with the insects that inhabit or once inhabited those substances, with clays, honeycombs overtaken by parasites, with wax, fire, colour, and with her words, what comes forth is that her true raw material, indeed her primum mobile as an artist, is respect. Respect for the work, for its meaning, for the dialogue it will spark with the viewer and the context for which it is conceived. this is what sets her artistic process in motion. (…) Zabo’s journey to the Val di Non became a way of building knowledge around the dense core of her practice: the possibility of continuing — and at the same time reinventing— a process begun by nature and carried forward by her, a process she does not even complete, rather often entrusting it once more to a further, possible intervention of nature
materia prima exhibition catalogue
art curator zoltán somhegyi
“in her artistic practice medina zabo is fascinated by an almost paradox question: how to investigate fundamental structures and essential principles with elements in transition. transformation and construction, metamorphosis and crystallization – both in literal and metaphorical senses of the words – are inspiringly displayed in her works of art made with natural materials, including parasited beeswax and stearic wax, thus searching for parallels between natural and man- made structures and social patterns.”
contemporary identities art magazine #8 _ 2020
river of trees, curators & art advisors
” [..] ogni opera presentata nella mostra “in buono stato” è in divenire, la cera parassitata ha una stabilità che muta con le condizioni ambientali ed il tempo; ed elementi come il ferro e il legno sono “ancore” cui affidarsi nella fragilità dei materiali scelti per raccontare il flusso di vita, di coscienza. il concetto di entropia che definisce l’ordine come una disposizione improbabile degli elementi, ‘senza tenere conto se la forma macroscopica di tale disposizione sia strutturata armoniosamente o invece deformata nel modo più arbitrario’ entra in modo laterale nelle opere di medina zabo e attiene soprattutto al contributo che vite esterne (quelle delle larve nella cera parassitata) possano contribuire a definire l’aspetto finale dei suoi lavori. “in buono stato” vuole essere una finestra contemporanea sui quattro elementi della natura con l’umiltà di chi sa che solo ascoltando in silenzio la metamorfosi di ogni elemento, può coglierne l’essenza e trascenderla fino a creare arte”
“in buono stato” solo show, curva pura, roma 2018 (O.R.A. prize)
- premio combat prize 2025, edited by paolo batoni, edizioni sillabe // ISBN 978-88-3340-565-0
- il problema ambientale nell'arte contemporanea,silvioli d., in: nuovo lessico critico, ecologia, a cura di prisca amoroso, castelvecchi editore, 2023 // ISBN9788869443381
- genetica della forma, texts davide silvioli, valeria de siero, marco tonelli, kappabit edizioni, rome (2023) // ISBN 9791280058393
- arte e bosco, il secondo catalogo del MABOS, galileo editore, (2022), curator angelo gallo // ISBN 8894446972
- orange book, artrepreneur NY publishing, new york (2022) // ISBN 9798218315269
- fuori fuoco: angrisani-tancredi-tosti-zabo, texts davide silvioli, freemocco ed. (2022) // ISBN 9791280822017
- iron collective, critical texts manuela de leonardis, mara predicatori, davide silvioli, emma tramontana, antonella cristina manni, freemocco edizioni (2022) // ISBN 888929812
- brana, omaggio a brajo fuso, curatorial texts andrea baffoni, fabrizio fabbri editore (2018) // ISBN 88-6778-101-4
- CAM 54, edizioni mondadori (2018) // ISBN 88-6052-924-7
- s.miliani, quattro mostre a palazzo collicola, in il giornale dell'arte, maggio 2022
- f.policastri, genetica della forma, una mostra in divenire, in rivista segno, maggio 2022
- f.policastri, fuori fuoco, la ricerca di un punto di vista decentrato, in smallzine, febbraio 2022
- g.pontoiero, il valore dell'incompiuto, in juliet art magazine, 14 maggio 2022
- m.buglioni, diversioni centro di sarro, in rivista segno, 3 luglio 2019
- r.melasecca, materia prima, in biancoscuro art magazine, 20 giugno 2019
- l.munaro, materia prima, in corriere dell'alto adige, 2 luglio 2019
- c.sollazzo, richiamare l'attenzione distraendo l'animo, in smallzine, 1 luglio 2019
- m.cappellesso, premio arte laguna in nonsolocinema.it, 4 aprile 2019
