Testo critico di Valeria De Siero

Esercizio di Decenza – volume 1, è una installazione ambientale concepita e realizzata da Medina Zabo, in relazione con la Cappelletta della Madonna del Pozzo, il cui ambiente, oltre ad aver suggerito delle scelte cromatiche, ha richiamato l’attenzione dell’artista sugli apparati iconografici presenti al suo interno.

L’intervento si iscrive in una ricerca intrapresa da Zabo negli ultimi anni intorno ai fenomeni sociali e a quelle dinamiche riscontrabili tanto nel mondo umano quanto in quello più prettamente animale, studiate e interpretate dall’artista secondo un approccio ora antropologico, ora etologico, verso comportamenti collettivi/sociali, all’interno di un habitat condiviso e in un’ottica Wilsoniana di “eusocialità”. Difatti, l’esercizio di decenza in questione è una pratica individuale, più o meno consapevole, che accompagna l’agire quotidiano all’interno di un determinato contesto sociale, di una struttura caratterizzata da canoni e tradizioni particolari, le cui tracce rimangono impresse, sopravvivendo per adattamento. In virtù del suo legame con il contesto, l’esercizio di decenza, non può che essere anche collettivo, nella misura in cui cosa sia etichettabile come decente o decoroso, può essere ed è stabilito dal giudizio di una pluralità ben definita nello spazio e nel tempo.

(Esercitarsi a contenersi, a coprire la propria natura al cospetto di se stessi e degli altri)

Convenzionalmente, un comportamento è decente quando rimane entro dei limiti, quando non pecca di “esuberanza” ed è discreto. Il concetto di decenza come “contenimento”, “copertura” vede nell’installazione l’utilizzo di due elementi, che vanno ad ornare il piano mensa dell’altare: una serie di parrucche sintetiche modello “Togo girl” e della moquette bouclé rossa recuperata dagli anni ‘80. Lo scopo di questi prefabbricati, ready made, è largamente diffuso e conosciuto; la parrucca funge da copricapo volto a simulare la presenza di un certo tipo di capello, tanto che porta con sé una nomenclatura che ne denota l’etnia di riferimento (“Togo girl”, per l’appunto) e l’acconciatura ad essa corrispondente.

La realtà odierna ha maturato una ossessione nei confronti dei capelli, che riguarda in primo luogo le donne, destinatarie di campagne pubblicitarie di prodotti anti-crespo e pro-disciplina, per un capello conforme a un modello tutto occidentale che tuttavia intacca molte donne di origini africane, le quali sono solite indossare delle parrucche per domare la propria capigliatura originaria, distante dall’idea di decoro propinata perentoriamente dai media pubblicitari, nonché da alcuni ambienti professionali dove per poter lavorare, la parrucca è considerata conditio sine qua non di “presentabilità”.

Nell’installazione la serie di parrucche si confronta con l’affresco della parete principale della chiesa, raffigurante una Madonna col Bambino. La Vergine è avvolta dalla testa ai piedi nel suo manto blu, come circoscritta in un involucro che nasconde qualsiasi parvenza di femminilità, compresi i capelli; una copertura a mandorla che ne sacrifica la natura umana per quella ultraterrena.

(Coprire, disciplinare, addomesticare, ma anche ornare/decorare)

Il secondo prefabbricato, la moquette, viene generalmente utilizzato per coprire la pavimentazione degli spazi abitati, per creare una ulteriore separazione tra l’interno e l’esterno, tra lo spazio addomesticato e non; una modalità per insediarsi in un luogo tramite la decorazione dello stesso. Similarmente, l’artista compie il suo stanziamento nella Cappelletta attraverso un continuo scambio con lo spazio, già portatore di simboli e significati ora enfatizzati da citazioni scultoree inserite nell’area sottostante dell’ambiente, non connotata dagli affreschi. Una scultura in cemento e ferro di candelabro, con il retro rivestito in antica pelle di cane degli anni ’80, richiama l’iconografia di San Giovanni Battista, figura presente sulla parete dell’altare, a destra della Vergine, e ritratta con indosso una pelliccia che oggi definiremmo animalier, e che vista su di un uomo potrebbe incontrare il giudizio preconcetto di un passante x e un conseguente appellativo y. A questa prima citazione si aggiungono altre sculture distribuite nella chiesa, tra cui l’argilla cruda con opercolo di ape regina, la cui forma rievoca quella del pozzo, struttura umida e feconda, che insieme all’opercolo dell’ape regina, unica madre di tutte le api di uno stesso alveare, si propone a simbolo di fertilità, dialogando con la Vergine, genitrice di tutti gli uomini e Regina, poiché madre di Cristo, secondo la tradizione cattolica.

(Hic sunt leones)

Come l’artista interviene nello spazio interno/chiuso della chiesa installandosi mediante sculture e richiami simbolici, allo stesso tempo agisce sullo spazio esterno/aperto della città di Spoleto, introducendo gli abitanti alla mostra, attraverso una azione performativa titolata Modifiche allo stato dell’account. Con un atto di volantinaggio anonimo, senza indicazioni sul chi, dove e quando, Zabo condivide la schermata di una pagina html recuperata dal suo profilo facebook prima della chiusura definitiva dello stesso; la schermata testimonia un limbo tra disattivazione e riattivazione, rivelatore di uno stato psicologico di indecisione, di tensione costante, tra nascondimento ed espressione, scaturito da reiterate azioni di stalkeraggio da parte di uno sconosciuto. Tale azione, nella ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, denuncia l’esercizio di decenza imposto dall’esterno, come a tracciare una linea gialla da non oltrepassare, poiché di là da quella ci sono i leoni.

 

 

azione performativa condotta a Spoleto il 25 novembre 2022 per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 

esercizi VOLUME 1

esercizio 1 _ stendi il manto_

piano mensa dell’altare

9 parrucche sintetiche modello togo girl, moquette rossa bouclè conservata dagli anni ‘80, 190×70 cm , argilla paperclay cruda, silicone, cella reale, citazione – due sculture in marmo travertino realizzate da franco troiani

2022

esercizio 2 _ i due giovanni (the fag*** is you) _

parete sinistra

frammento di elemento architettonico in cemento, vernice fosforescente, antica pelle di cane effetto macchiato

2022

 

esercizio 3 _ (devi) stare ferma _  

parete destra

ferro modellato a mano,  ferro di antico candelabro del 1600, pittura aerosol

2022

 

esercizio 4 _ anais/tea/sia _ 

ai piedi dell’altare

zollette di zucchero in numero variabile

2022

tributo a spolia 5_ bestiario post atomico – il vermocane

area esterna, cartello lavori in corso

pelliccia sintetica, pittura aerosol & fosforescente, mixed media